Confession of a wifiaholic #16: dall’infrastruttura alla pratica del cemento disarmato

Su Google Scholars, i risultati della ricerca con la parola chiave “social network site” sono quasi monopolizzati dal Journal of Computer Mediated Communication. Mentre IEEE e ACM fanno da padroni nel campo del “wi-fi.” Sono i due lati della rete: la rete come luogo e la rete come infrastruttura tecnologica.
I SNS sono diventati un ambiente sociale, perché hanno scelto il giusto arredamento per quel palazzone che è l’Internét.
Fino a quando le stanze dei palazzi sono vuote, le persone che vi entrano non ne capiscono la funzione. Poi però qualcuno ci mette qualche manichino in vetrina, una fila di camerini e una mappa dei piani, e si capisce subito che è un centro commerciale. E allora l’infrastruttura di cemento armanto (ma si usa ancora il cemento armato? bah, ne so proprio poco di infrastrutture: stasera chiedo al nonno muratore) diventa uno spazio sociale, con i propri riti e regole. Che tipo se togli i vestiti al manichino non sta bene. E nemmeno se esci senza pagare.
La stessa cosa succede nei SNS, con la differenza che a volte è difficile capire cosa sta bene o no. E allora ecco tutti gli studi pubblicati sul JCMC che dicono chi fa cosa, dove e perché.

Infrastruttura. Picture by phatcontrollore @ Flickr
Il Wi-Fi invece è ancora tutto un “MAC protocols” e “pole-top access points” che immagino sia un po’ il corrispettivo di “cemento” e “armato” ovvero tutto ciò che serve per tenere in piedi l’infrastruttura, che però ancora non è arredata.
Così la gente passa e dice mmmhmmmh. Poi capita che c’è il temporale o il 3G non prende e sei ben contento di rifugiarti sotto una copertura gratuita. Ma poi te ne vai senza ringraziare. Perché non sai nemmeno che faccia ha, il tipo del Wi-Fi. Il centro commerciale ha le sue commesse, il Facebook ha il suo mitico (nel bene o nel male la sua figura è diventata mitica #grazieFincher) creatore, ma il Wi-Fi è ancora senza volto e senza arredamento.
Eppure, me ne rendo conto ora, per 15 settimane ho postato questa rubrichetta nella categoria social media. La sensazione è infatti che sia questo il momento in cui il Wi-Fi si sta arredando. E credo che valga la pena tener d’occhio gli attori di questo cambiamento (Istituzioni pubbliche, imprese e utenti-cittadini) per capire se verrà pensato come un centro commerciale o come un’estensione degli altri SNS (o altro, chissà).
Scorrendo i post scritti finora, mi sono appuntata i where e i what dei pubblici wifizzati:

DOVE:

Contesti fisici (dove c’è, ma non sempre funziona)

Contesti digitali (dove se ne parla o si condivide)

COSA:

Ok, adesso che abbiamo il dove e il cosa (manca qualcosa?), serve più solo (per cominciare) il come e il perché.
Per cui prossime tappe: metodologia e domande di ricerca!
See u next sunday!

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