Confession of a wifiaholic #15: i viaggiatori s.connessi

Ci sono un professore universitario, una donna in carriera e una coppia di adolescenti su un Frecciarossa Bologna-Torino.
No, non è l’inizio di una barzelletta, anche se potrebbe facilmente diventarlo.
Perché è ironica la situazione dei viaggiatori che si trovano, più di altri, ad avere bisogno di una connessione mobile, con il risultato che, meno di altri, riescono ad ottenerla.
E’ facile navigare in città, con il 3G che prende – quasi – everywhere, e gli hotspot pubblici che si stanno diffondendo.
Quando però si esce dall’urbe l’operatore mobile investe poco e anche il Wi-Fi promesso da Trenifalia, lascia a desiderare.

Trenitalia anti fan art - dal blog Pisa: odi et amo
Eppure i protagonisti della mia barzelletta #storiavera, erano tutti e quattro alle prese con la connessione. Quattro generazioni umane (me compresa) e almeno tre di device mobili che s’affannavano nel tentativo di accaparrarsi un bit streammato dal #wififrecciarotta o di acchiappare una tacca.
Siccome questa non è una barzelletta ma una #storiavera, per preservare l’anonimato dei soggetti osservati, utilizzerò degli pseudonimi nel pubblicare le note di campo:

ci sono un iPhone 4G, un BlackBerry e una coppia mista – lei Nokia, lui Apple – su un Frecciarossa Bologna-Torino.
La Nokia è giovane e limitata per quanto riguarda l’interattività, così dopo aver tentato per pochi secondi di accedere a FB, s’arrende in favore di una cuffia offerta dall’iPhoneUsoiPod della sua dolce metà.
Il BlackBerry tenta di rispondere a un paio di email, ma il suo padrone s’addormenta, stremato dal viaggio.
Così rimango io ad osservare la @donnaincarriera (espressione che non vuol dir quasi nulla, ma questa tipa somigliava tanto a Melanie Griffith) che per la prima volta nella settimana ha 3 ore di tempo per cazzeggiare online ma no, non può, perché trenifalia, falia come non mai, è la rete 3G è downgradata velocemente da un E a un °. Così anche l’ultima naufraga dell’isola sconnessa rinuncia a salpare per lidi migliori perché la zattera pare troppo precaria, e si rifugia nella lettura di io Donna.

 

Il mio primo viaggio da osservatore partecipante nella cultura dei viaggiatori connessi, si è così conclusa con l’analisi della rappresentazione della donna in un allegato femminile di un quotidiano nazionale. Ed è così che mi sono imbattuta in proposte di informazioni interattive via QR code. Insomma, non c’è più mass media che non sia ibridato con promesse di fruizione interattiva e mobile. Ma quello che mi interessa, più che le promesse mediali, sono le pratiche…
… quindi, see you on my next trip.

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