Confession of a wifiaholic #10: il Wi-Fi come servizio pubblico

Sguinzagliati gli studenti del Laboratorio Pubblici connessi: percorsi etnografici nella cultura convergente (Scienze di Comunicazione) arrivano i primi risultati.

Francesca Alessandria e Sara Brescia hanno scelto, come campo d’indagine, due locali molto differenti:
– il Break di Piazza Solferino, in cui il servizio Wi-Fi è stato intallato solo da qualche mese in seguito ad una proposta commerciale di Sky,
e
La Drogheria di Piazza Vittorio, dove invece 8 anni fa il servizio Wi-Fi è stato integrato come una scelta strategica per seguire le tendenze d’oltreoceano.

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L’elemento di maggior interesse emerso dalle osservazioni riguarda però la percezione dei clienti intervistati, che interpretano la rete Wi-Fi come un servizio pubblico, un diritto per i cittadini che consentirebbe di svolgere le tradizionali attività online (consultazione email, utilizzo di social network, …) in mobilità, piuttosto che essere un’opportunità per nuovi tipi di servizi, ad esempio legati alla geolocalizzazione. Ma forse questo è dovuto al fatto che gli intervistati non erano forti utilizzatori di device mobili, e quindi difficilmente erano in grado di immaginare applicazioni più futuribili.

(Altre ricerche coming soon)

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