2. acafan: dalla passione alla ricerca
Mentre il mio essere fan solitaria si evolve in una forma di fruizione partecipata, il mio essere studentessa di Scienze della Comunicazione si evolve in (semi)professione. Intraprendo così un percorso di dottorato che prevede attività formative interne a realtà aziendali per formarmi come esperta di tv digitali. Per ben due anni lavoro al fianco di abili ingegneri e informati informatici per immaginare i futuristici usi mediali delle prossime generazioni spettatoriali. Tuttavia per non trasformare la futurologia in fantascienza propongo di affiancare all’inventiva il racconto di un’esperienza concreta. Confesso di essere una fan mediale e di non essere una specie rara. Esistono infatti gruppi di persone che hanno già creato una nuova forma televisiva molto più avanzata di quella progettata dall’industria nazionale. Oltre all’IPTV e al DTT esistono infatti televisioni distribuite tra portali e media sociali, create dagli spettatori a proprio uso e consumo, con tanta passione ed altrettanta ambizione. Propongo così di raccontare loro quali sono i motivi per cui ai fan non bastano Sky e Alice Home Tv, ma lavorano sodo per prodursi da soli un’esperienza d’intrattenimento collettiva. Approfondisco uno studio da tempo avviato sulla sociologia dei processi culturali. Individuo nel paradigma etnografico e nella letteratura sul fandom i riferimenti teorici e metodologici con cui attrezzarmi per l’impresa che da qualche tempo è ormai avviata: un’etnografia multisfaccettata e multisituata della subcultura di fan italiani di telefilm americani.
