Banalmente a forma di ♥

Maggio 17, 2008 by agnesevellar

Una tema favoloso, vecchio come le favole.
L’accetazione di sè, per come si è.
Contro tutti quelli che vogliono cambiarti.
Fino a quando si urla, vestite da sposa:
“I like myself the way I’m.”
La decisione di seguire solo il proprio ♥.
Banalità…:
:…ma a volte, decidere di seguire le banalità…
:…non è così banale.

Chirstina Ricci

[Penelope, 2008. Con Christina Ricci]

[s]pose: tra 27 volte in bianco e The Bride

Maggio 17, 2008 by agnesevellar

chick movie= genere cinematografico per “pollastrelle”.
Caratteristiche del genere
Protagonista: donna tra i 25 e i 40 anni.
Evento scatenante: tutte attorno a lei si spostano, ma lei no.
Oggetto del desiderio: sposarsi.
Finale: si sposa.
Un classico: spose in posa [statica] di fronte alla macchina da presa dei produttori d’hollywood.
27 Dresses Poster
Poi vedi un film, che ha come protagonista una sposa, che non si sposa.
E pensi che il Girl Power è tornato.
Un’innovazione: spose indisposte di fronte alla rappresentazione hollywoodiana delle chick del qui ed ora.

ricreare Andy Warhol

Maggio 16, 2008 by agnesevellar

Andy Warhol ha detto tutto quello che c’è di importante da dire sulla comunicazione di oggi.
Andy Warhol ha fatto tutto quello che si poteva fare di importante nella comunicazione già ieri.
Ci resta solo l’esempio (prendere esempio dai suoi progetti trasmediali).
Ci resta solo la citazione (delle sue parole).
Andy Warhol quotation

l’origine della mitogenia di j.j.

Maggio 16, 2008 by agnesevellar

J.J. Abrams. Non Lost. Credo che l’agente mitogeno [cit: Lorenzo] di questi anni non sia un prodotto televisivo, ma un un produttore televisivo.
IL produttore televisivo nell’era della complexTv. Mentre nei 90s Aaron Spelling e Darren Star furoni I produttori televisivi della dramaTV (il primo per il teen target, il secondo per le chick), nei 00s non ci sono parimeriti. Prima e dopo JJ il nulla.
Ma da dove comincia JJ a seminare viralmente la sua genialità produttiva? Da Felicity. Un teen-drama. Certo: erano i 90s ed era l’epoca dei drama. JJ aveva 32 anni: epoca adeguata a ripensare alla propria adolescienza e a proiettarla in un paio di personaggi di un serial tv.

Card

Nascono così Noel Crane [Scott Foley] e Sean Blumberg [Greg Grunberg, che compare nel pilota di lost come pilota morto in pochi secondi].
Noel, innanzitutto: ritratto di un geek ante-litteram -quando ancora si parlava di nerd- in posizione scomoda in un triangolo amoroso in cui Felicity sembra sia più comoda con Ben.
E poi Sean, inventore incompreso, che ha del nerdismo l’essere incompreso.
E questo naturalmente pertiene al drama.
Ma cosa c’è del genio JJ in Felicity?
Bhe:

  1. l’uso degli strumenti di audio-video registrazione come tecnologie di confessione (il registratore a cui Felicity si confessa e le riprese video che cominciano a diventare sempre più assidue dalla terza stagione).
  2. una puntata semi-sci-fi che gioca con il salto nel tempo, la follia, il bivio narrativo-esistenziale.
  3. ma soprattutto: una puntata totalmente surreale ambientata nella scatola di Megan. Una scatola che compare dalle prime puntata e che rimane un indizio inesploso/inesplorato fino ad un salto nel tempo (gli anni 50 in b/n) e in un’altra dimensione (la scatola): da rivedere.

Nip/Tuck goes to LA

Maggio 15, 2008 by agnesevellar

Nip/Tuck è stato medical drama (d’ambientazione) tendente decisamente al thriller. Poi finisce la quarta stagione e si trasferisce da Miami a Los Angeles.

Nip/Tuck title card

Durante la pausa la produzione deve avere ben studiato l’orientamento dei gusti del proprio target. Così dalla 5×01, oltre che un’ambientazione più entertaining (medici sì, ma di un reality show), McNamara e Troy diventano parodie di se stessi. Prima diffidenti/sorridenti nel guardare alla televisione la brutta copia in formato soap opera di un loro collega. Poi derisi loro stessi da un pubblico che in sala è molto entertained dalla virata parodica del medical thriller per eccellenza.

La metafora del coniglio

Maggio 15, 2008 by agnesevellar

Metafora del coniglio nella popcultura (elenco in corso di destrutturazione):

White Rabbit in Alice nel paese della meraviglie di Lewis Carroll

Bianconiglio in Alice nel paese della meraviglie

Bianconiglio in The Matrix (cita Alice, esplicitamente e ripetutamente)

White Rabbit - Jefferson Airplane

coniglio in Donnie Darko (2001).

Fan Community @ Telefilm Festival

Maggio 14, 2008 by agnesevellar

Dei telefilm si è sempre parlato, tra i banchi di scuola [io no: perchè mammà diceva che I ragazzi della terza C non son cose educative, ma questa è un'altra storia].
Or ora che si espande la rete [s'intende: l'accesso alla banda larga da parte di -quasi- tutti quelli che frequentano i banchi di scuola, o le scrivanie dell'azienda] di telefilm si parla anche lì: nelle Fan Community.

Il Telefilm Festival dedica dunque a tali luoghi virtuali di condivisione/rappresentazione sociale un evento apposito, in cui premiare le comunità più seguite ed amate [valutate in base ad un sondaggio indetto da Telefilm Magazine a cui tutti gli internetauti avevano diritto di voto].

Fuori concorso è TeleSimo, in quanto storico luogo di aggregazione dei fanatici di qualunque produzione telefilmica e punto di riferimento informativo. Appllausi, applausi, applausi.

E poi anche grazie, grazie grazie, a Federica Biagini e a ::Italian Subs Addicted:: che regalano rapidissime sottotitolazioni delle serie a stelle e strisce [ma non solo: propone la sfida Daniele Bossari _conduttore_ che vorrebbe sottotitolata un'infinita produzione seriale indiana: unica serialità che, ammette, conosce].

I dieci finalisti invece sono:

  1. Casa Cesaroni
  2. Grey’s Anatomy Italia
  3. Girlmore Girl Italia

Giubilo dunque per I Cesaroni, che, in dieci sul palco, vantano una campagna promozionale di marketing virale (con tanto di newslatter e video su YouTube).

Sul palco anche i sei fanatici dell’amore con il camice bianco (Grey’s Anatomy), che suddividono ruolo e mansioni con diligenza aziendale (chi cura le news, poi il webmaster, poi il collaboratore esterno).
E in terza posizione la solitaria ragazza gilmore (Una mamma per amica) che stupita e felice racconta di come, creato un sito, abbia dovuto trasformarlo in un blog per facilitarne l’aggiornamento visto che informazioni e contatti lo stavano rendendo un’autostrada dell’informazione targata GG.

[reportage da "La guerra dei fan. Premiazione del fan club del cuore 2008." Incontro con i finalistidel sondaggio e cerimonia di premiazione dei fan clun più agguerriti. In Telefilm Festival, 7-11 maggio 2008, Milano:Apollo Spazio Cinema]

Celeb fuori fuoco

Maggio 12, 2008 by agnesevellar

Nessuno vuole i cimeli delle teen celebrity transoceaniche [Lighton Meester e Chace Crawford, due degli attori principali di Gossip Girl].
Nessuno prende sul serio la storia d’amore.

L’interesse è nello svelare i retroscena [del sistema produttivo].
[es: "puoi tenere i vestiti che usi sul set?"]
Il divertimento è nella domanda inapproppriata [fatta indossando una maschera da king kong].
[es: "so che vivi da solo, posso fare la tua donna delle pulizie?"]

GeekII@TF2008

L’interesse è nell’analizzare i meccanismi [del successo]
[es: "se non ci fosse stato lo sciopero degli sceneggiatori, la serie avrebbe comunque avuto successo?"]
Il divertimento è nel deridere l’incompetenza [del traduttore o del fan disinformato]
[es: il traduttore confonde Blair con Serena]
[es: "ci sarà una seconda serie?": certo che sì, lo hanno scritto in tutti i blog]

GeekI@F2008

::i fan dei teen drama siamo noi ex-teen::
dove? dove? sono finiti gli adolescenti scatenati? dove? dove?

ExTeenIII@TF2008

[reportage dall'Evento Gossip Girl. Incontro con le star del teen drama rivelazione della stagione Lighton Meester (Blair) e Chace Crawford (Nate). In Telefilm Festival, 7-11 maggio 2008, Milano:Apollo Spazio Cinema]

I pastelli filosofici di Zero il robot

Maggio 10, 2008 by agnesevellar

Oggi mi sono scontrata con il mio libro preferito di sempre.
Sapevo che esisteva. O che qualcuno lo avrebbe, prima o poi, fatto esistere.
Aldo Nove e Maria Tassi lo hanno creato. I tipi di Bompiani lo hanno pubblicato.
Zero il robot è una favola illustrata che parla dei misteri dell’universo attraverso la poesia.
In quanto favola illustrata potrebbe essere collocato nello scaffale 8-12.
Un libraio accorto, tuttavia, potrebbe addirittura riporlo nello scaffale scienza e tecnologia.
O nello scaffale filosofia.
Perchè come la filosofia ci parla di cosa più grandi di noi (l’universo e l’esistenza).
Perchè come la scienza di spiega cose più piccole di noi (le amebe).
Ma a differenza della scienza e della filosofia, racconta universi e amebe
attraverso evocazioni poetiche e immagini pastellate.
Dimostrando quanto i pastelli possano suggerire pensieri degni di filosofi e scienziati.
[Nove Aldo, Tassi Maria F. (2008). Zero il robot, Milano: Bompiani, asSaggi.]

audiTele e voti contro

Maggio 8, 2008 by agnesevellar

Alla presenza di broadcaster, produttori e sceneggiatori,

mi siedo in terza fila con la chiara e unica intenzione di trovare marito

(come consigliava il nostro presidente dello sconsiglio).

Poi la provocazione è troppa e,

tra Giorgio Gori che dice: l’audiTele dice che i serial (e Lost) non sono un successo.

tra Alessandro Ippolito che dice: avete il potere: date il voto contro a ciò che non vi piace spegnendo la tv.

io domando loro: ma se il voto noi lo si dà, poi chi lo conteggia? certo non l’audiTele!

Gori risponde: esistono sicuramente altri sistemi, monitorare le risposte del pubblico sul web ad esempio: ma la nostra tivì sull’auditel è fondata, e i cambiamenti sono processi lenti.

ah bhe: si potrebbe però cominciare a non affermare che le serie USA non sono un successo perchè lo dice l’audiTele.

[cronaca dal "Telefilm Workshop. Riflessioni su uno dei generi che dominano i palinsesti televisivi negli ultimi anni", 8 maggio 2008. In Telefilm Festival, 7-11 maggio 2008, Milano:Apollo spazioCinema]